Bevano Est

BE4mix

Stefano Delvecchioorganetto, voce
Davide Castigliaviolino
Giampiero Cignaniclarino, clarino basso
Giulio Cantorechitarra

Il Bevano è un fiume romagnolo.

Bevano Est è un’area di servizio sull’autostrada, un non-luogo dove si sfiorano pezzi di mondo di ogni genere.

Bevano Est è un progetto musicale che nasce nel 1991. Una formazione di strumenti acustici che propone, con sottile ironia, una musica di propria composizione, sguaiata e delicata, che in teatro si siede scomposta, in osteria chiede ascolto e in piazza fa ballare. Una musicapopolata.

Un suono che setaccia le cose del mondo, senza sudditanza, senza scrupolo filologico, mettendo in pratica l’idea che l’arte, ogni tipo di arte, non sia un’entità chiusa, ma il centro di innumerevoli relazioni.

Siate curiosi, e fatevi avanti.

www.bevanoest.com

CIUMAFINA

CIUMAFINA

Josefina Paulson: Nickelharpa
Stefano Delvecchio: Organetto

Che tipo di musica si ottiene, se si mescolano la musica tradizionale della Emilia Romagna in Italia con le melodie tradizionali Västmanland in Svezia? Cosa succede quando l’organetto italiano e la nyckelharpa svedese si incontrano e si alternano nella guida della danza?

Stefano Delvecchio (Ciuma) e Josefina Paulson (Fina) hanno formato “CiumaFina” per dare delle risposte a queste domande.

Questo duo esplora sicuramente un nuovo territorio musicale, le nuove composizioni e le musiche tradizionali dei loro paesi si fondono Insieme senza tuttavia rinunciare agli elementi tipici e caratteristici della loro cultura, nasce uno stile unico “Swetalian”. Appassionati valzer, Polke vivaci e Galloppe energiche si confrontano, veloci Gighe si mischiano con dolci Polskas e fantasiosi e sognanti brani. Il tutto con una grande attenzione alla danza e alla narrazione musicale.

Stefano Delvecchio è un musicista che ama la musica tradizionale, compositore per il Teatro e per il Cinema, insegna organetto.

Josefina Paulson ha una laurea in musica tradizionale Svedese, è molto impegnata in tournée in giro per il mondo con la sua nyckelharpa, facendo concerti e condividendo il suo amore per le melodie di Västmanland attraverso l’insegnamento e workshop

www.josefinapaulson.se

Caleidòrchestra

Caleido

Paola Sabbatani: voce
Stefano Delvecchio: voce, organetto
Simone Castiglia: violino
Emiliano Rodriguez: sassofoni, flauto soprano
Daniele Santimone: chitarre
Roberto Bartoli: contrabbasso, arrangiamenti

Il Progetto:
Il progetto Caleidòrchestra  vede la luce nel Novembre 2010 sotto il nome di Orchestra Romagna Nostra, ma ha origini antiche.
Le sue radici affondano nella natura stessa dei Romagnoli, della loro cultura e della loro terra: la Romagna
Terra antica, terra di confine, terra dove tutti, dalla preistoria ad oggi, attraversandola, hanno preso ma hanno anche, e soprattutto, lasciato.
I Galli, gli etruschi, i romani, i veneti, i pellegrini che, nei secoli l’hanno vissuta, attraversata, popolata, trafficando, commerciando, guerreggiando, hanno lasciato tracce, oltre che nei geni, anche nella lingua, nel carattere, nella cultura e, quindi, anche nella musica, facendo della Romagna un crogiolo di fusione e, del Romagnolo, un abile alchimista capace di prendere elementi, stili e sollecitazioni diverse per distillarli in qualcosa di nuovo, unico, originale, Romagnolo, appunto.

Così, come, nei secoli, i loro antenati, i musicisti romagnoli vissuti cavalcando la prima metà del novecento hanno preso gli importati walzer, polka e mazurka, balli di matrice mitteleuropea, e li hanno masticati, manipolati, rielaborati, plasmati fino a farli propri e farli diventare IL BALLO LISCIO.
Il Liscio, un’epopea musicale, ma anche sociale, durata novant’anni; un fenomeno culturale che, oltre ad aver attraversato le vite di almeno quattro generazioni di Romagnoli, grazie al turismo della Riviera, è stato esportato con tale successo da diventare, nella convinzione di molti, LA musica Romagnola per eccellenza.
Oggi, proprio mentre molte balere, veri e propri templi del culto del Liscio, spariscono, una nuova generazione di musicisti Romagnoli comincia ad affacciarsi su quella storia, a riscoprire quell’epopea e, ripercorrendo le orme dei predecessori, riprende i “classici” di quel repertorio per rimasticarli, plasmarli, modellarli e fonderli, nuovamente, alla musica di altre culture per creare una musica nuova, vicina al gusto loro e del loro pubblico, una Nuova Musica Romagnola.
I componenti della Caleidòrchestra hanno impegnato tutto il loro bagaglio musicale fatto di jazz, folk, blues e musica contemporanea nella trasformazione di un repertorio che chiede solo di essere suonato ancora perchè la musica vive solo se è suonata.
Così, nulla di strano se la Mazurka di periferia assume un colore “jazzy” o Romagna e Sangiovese si vena di un’inaspettata tonalità vagamente nostalgica e La Gramadora fa pensare a distese di grano che potrebbero essere in Romagna ma anche in Oklahoma; sono i colori ed i suoni della Romagna di oggi, ancora e più multietnica che in passato, ma ugualmente permeabile ai nuovi stimoli, pronta, oggi come allora, a prendere il meglio per farlo proprio, di nuovo e ancora Romagnolo.
Quello dell’Orchestra Romagna Nostra è un viaggio nel mondo del Liscio ma anche e soprattutto nella poetica dei romagnoli e della musica che più li rappresenta.
Un omaggio al Romagnolo che si emoziona per il Passatore, che sospira per la Morosa, che canta quando lavora, che rivendica le proprie origini, allo stesso tempo bastarde e squisitamente genuine, un omaggio che solo un caleidoscopio di influenze e di stili, un riecheggiare di mille luoghi e di mille spazi, dei mille dialetti della Romagna, poteva descrivere nella sua complessità.

Il progetto Caleidòrchestra è stato realizzato da Marco Bartolini per la Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli, ispirato dall’idea originale “Romagna Nostra – Massimo Bubola ed il Circolo Sociale del Liscio” di Giordano Sangiorgi, con la Direzione Artistica di Roberto Bartoli.